Organizzazione Non Governativa "MEKLAIE-ONLUS" - Non continuare a Piangere -

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PROGETTO GONXHA

"ESPERIENZE MISSIONARIE"

 

Sono rientrati in Italia Claudia, Nadia, Davide e Maria, partiti il tre Agosto in Uruguay per vivere una esperienza in terra di missione insieme al Gruppo A.U.G. (Andiamo in Uruguay Giovani).....

Queste le parole di Claudia:

" Dopo due giorni di viaggio, dei quali la maggior parte trascorsi in volo, abbiamo (ri)messo piede sul suolo crotonese.

E’ strano rivedere le strade (quelle moderne, con l’asfalto e l’illuminazione e le macchine), la televisione, i palazzi, i bambini lindi e vestiti di tutto punto.

Il tempo ha ripreso a scorrere più velocemente. Qui in Italia un giorno dura un terzo che in Uruguay. Dopo alcune ora trascorse a dormire pesantemente, Melo è prepotentemente tornata alla mente e con Melo sono tornati Rosa, Caterina, Massimo, Karina, Angel, Nacho, Mattias, David, Alvaro, Silvia, Luciano, Nicholas, Fernando, Bruno, Martin. Le loro immagini, che si affollano allegramente nel mio cuore, si alternano negli occhi della mente.

Ritornano anche Nadia, Maria e Davide, così come don Mimmo. Ma loro so che li potrò vedere più facilmente e quindi la malinconia si trasforma in gioia. La gioia della coscienza della quantità di  affetto che mi circonda.

La Milva si è ormai accasata nella mia cucina e con i suoi capelli biondi e la schiena magra e le labbra rosse mi ricorda che “non devo mai smettere di sorridere”. La Milva ama ascoltare la cumbia e le altre musiche latineggianti e vuole solo vedermi sorridere. Già come Milton (…Milton sorridi… ma Gesu’ Cristo  ha dato il sorriso dell’anima a chi non ha denti ed i denti a chi non ha il sorriso dell’anima…).

La sensazione che mi pervade girando la chiave nella toppa è di invadente gioia e, ancora ancora, meraviglia. La mia casa è SPLENDIDA soprattutto oggi che è pulita grazie al lavoro di mamma e zia. E’ strano vagare da sola per le stanze dopo un periodo di vita comunitaria. Apprezzo l’indipendenza, già, ma mi mancano le comide in compagnia. Il cibo non ha lo stesso sapore quando lo consumi velocemente in una pausa di lavoro o mentre ti occupa la bocca, stanca del troppo silenzio.

Un’euforia subentra al momento di iniziale smarrimento. La mia casa, i miei vestiti, i miei film e cd e libri e panorami. L’euforia del possesso rimanda subito il pensiero a chi ha meno di me, compreso chi ha deciso di lasciare tutto per partire alla ricerca dell’Altro.

Scaccio un pensiero attualmente molesto. Rispondo a qualche sms. Il telefono riprende a squillare. Fa caldo. Potrei uscire, andare sul lungomare o al bar. Ma no. Stasera no. Stasera voglio godermi la prepotenza dei ricordi. Che si susseguono senza un ordine in libere associazioni.

Che freddo a Montevideo. Nadia che si alza dal letto col giubbino. La camionetta e la pioggia. Il pianto di Nacho. Il giro in moto con Mattias. La maratona. Il sole. Il sorriso di Sofia. I non denti di Gabriel. I non denti di Milton. Dai Milton, scrivi il tuo nome. La paz contigo (la par condicio). L’almacenter. La cappella di Villa Betania. I cavalli nel giardino. Le mucche dappertutto. Carretti pieni di spazzatura. Un uomo che fruga dentro un cassonetto. Il telefono muto. Il camino. La cabeza di Angel. Il pianto di un niño. Don Lucas ed il sobrino. Odore di formaggi. Odore di Massimo. Giochiamo. Occhi profondi. Maglietta verde e gialla. Una sagoma alle mie spalle, tra i banchi della chiesa. Milva canta da sola Virgen Madre. Fernando si sbellica dalle risate. La festa per padre Javier. Un insegnante di storia. Un’avvocatessa. Ballerine di tango. Le nacchere. I bambini si affollano sulle caramelle. Hermano, hermana. Numero 9, il fazzoletto. Valigia piena, valigia vuota, valigia piena. Il mate e la bombijia. Dulce de leche. Voglia di sentire la musica. Una strada lunga e ondulata. Paesaggi sempre uguali eppur diversi. Scuole di campagna. Non c’è elettricità però ci sono gli agnellini. Li accarezzo. Massimo mi sveglia per vedere l’albero che si accascia. Il telefono ancora muto. Un tuffo al cuore. Immagini nel caminetto. Obiettivi futuri. La manzanilla. Rosa sempre più bella dentro e fuori. Le scocche rosse di Maria ed i suoi occhi azzurri sempre accesi. Voglio andare. Voglio restare. Paura di tornare. L’ingresso a Melo. Amore a prima vista. Le palme. Vento forte. Pioggia e lampi incessanti e tuoni. Timore di esondazione. La posta del Chuy. Voglia di essere abbracciata. Una partita a biliardino. Il corso di pintura sobre la tela. Alvaro e Silvia che ci salutano da un crocevia. La ricreazione in una scuola. Tanti dubbi. Altrettante domande. Poche risposte. Il sorriso di Cate. Il senso del chiedere perdono. Le lacrime di Nacho. Una sigaretta in bagno. Tanti Santiago. Il merendero. Preghiere in castigliano. Desideri poliglotti. La chacra. I singhiozzi di Angel. Distese verdi. Il tramonto. Latte che scorre dentro le mammelle di una mucca. Solletico di lingua di vitellino sulle dita. Luci indimenticabili intorno alla casa di Blanca. Una stella cadente. Quanti anni ho? Voglio vivere, vivere, vivere."

 

Potete trovare tutte le informazioni e le immagini di questa esperienza all'indirizzo:

 

http://eutropiab612.spaces.live.com/?_c11_BlogPart_BlogPart=blogview&_c=BlogPart

 

 

Il progetto Gonxha nasce proprio con questo scopo...

Gonxha è il nome con cui i genitori chiamavano Madre Teresa di Calcutta, che significa Bocciolo in lingua albanese, e ispirato dalla vita missionaria della Santa vuole essere opportunità di crescita umana e spirituale, aiuto e solidarietà.

 Il progetto si è svolto in due momenti fondamentali. In una prima fase già avviata i giovani faranno piccole esperienze formative e di servizio nei mesi di Marzo, Aprile e Giugno; successivamente si farà esperienza in terra di missione nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre. Nei  primi incontri,  partecipati ed intensi,  ci si è soffermati sul significato del termine "missione".

La seconda fase, ovvero quella dell’esperienza concreta in terra di missione si è tenuta nel mese di  Agosto dal giorno 03 al giorno 22.

 

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