POLITICA E COOPERAZIONE
Dott.ssa Maria Teresa Muraca - Architetto
-
La
Cooperazione e la Solidarietà Internazionale sono lo strumento attraverso
cui gli Stati tentano di costruire dei rapporti basati sullo scambio
reciproco,
sulla cooperazione, sulla
solidarietà.
Questi principi si concretizzano nel
sostegno e nel finanziamento di progetti di sviluppo che vogliono migliorare
le condizioni di vita delle popolazioni e renderle partecipi di un
cambiamento positivo; a tal proposito viene istituito dai diversi paesi un
fondo per la cooperazione da utilizzare per programmi di emergenza ( in caso
di guerra o calamità naturali), oppure per programmi di sviluppo che mirano
a favorire la crescita economica ed il benessere sociale di un paese.
Le vie di utilizzo dei soldi da parte
dell’Italia si possono raggruppare in due categorie: la via multilaterale e
la via bilaterale.
Nel primo caso il denaro è affidato ad
altri organismi internazionali per il finanziamento di progetti che seguono
essi stessi ( sono la FAO, l’ UNICEF, la Comunità Europea ecc.), nel secondo
abbiamo il Fondo di Rotazione ( un sistema di credito da destinare e far
gestire direttamente ai governi dei paesi) e il cosiddetto Fondo di
Cooperazione destinato sia a progetti seguiti dal governo italiano, che alle
Organizzazioni Non Governative.
La Cooperazione si sviluppa a partire dal
secondo dopoguerra con la nascita delle agenzie dell’ONU ( FAO, OMS,
UNICEF,etc.) volta ad aiutare i paesi colpiti dalla guerra. I principi
ispiratori sono la solidarietà, l’interdipendenza, la coscienza del bene
comune legato all’intera umanità e non ai singoli popoli, con un unico
obiettivo aiutare i paesi più poveri e colpiti dalle guerre.
Dagli anni ‘50 agli anni ‘90,
progressivamente il concetto di Cooperazione si evolve; mentre all’inizio i
progetti che venivano realizzati prevedevano essenzialmente che i guadagni
che ne derivavano tornassero a favore delle imprese occidentali, negli anni
’60 le società civili si fanno carico in maniera precisa del problema della
cooperazione tra i paesi ed è il momento in cui anche in Italia insorge la
società civile, il risveglio delle coscienze ed infatti a fronte di questa
pressione, nascono le prime Organizzazioni non Governative e viene formulata
una legge sulla cooperazione.
Negli anni ’70 si comincia a ritenere che
una delle cause fondamentali del sottosviluppo sia la povertà, concepita
come forma di esclusione sociale. Vengono realizzati i primi progetti
rivolti agli strati più poveri della popolazione, che hanno l’obiettivo di
uno sviluppo non solo economico ma anche sociale. Negli anni
‘80, si cerca di far fronte ai problemi
spingendo i paesi in via di sviluppo a praticare una politica di espansione
e di apertura al commercio internazionale.
La
cooperazione diventa uno degli strumenti di penetrazione e controllo dei
mercati mondiali, una possibilità di aggiustare non solo le economie povere
del sud del mondo, ma anche le economie in crisi del Nord .Negli anni ’90,
vi è una forte critica nei confronti di questi enti, la dimensione sociale
si riappropria del suo ruolo in ragione dell’enunciazione da parte delle
Nazioni Unite dei Millennium Development Goals, che mirano al raggiungimento
di mete come l’istruzione, la riduzione della mortalità e della povertà.
La cooperazione di fine secolo si
caratterizza sempre più per la quantità e qualità del mondo non governativo,
infatti in questo periodo di crisi della politica le ONG diventano
importanti protagoniste di un rinnovato modo di intendere la politica e gli
impegni internazionali.
E’ su l’onda di questo fervore, che
nascono una serie di associazioni fortemente impegnate sui temi
internazionali, basti pensare al movimento di solidarietà sviluppatosi a
favore delle popolazioni dell’ ex -Jugoslavia, ma ancora il contributo
concreto a favore degli immigrati, tutto questo con un unico obiettivo:
rafforzare le comunità locali nella convinzione che siano esse il
principale motore di sviluppo.

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo è
gestita dal Ministero degli Affari Esteri. E’ una parte rilevante della
politica estera del nostro paese e persegue gli obiettivi internazionali di
sviluppo economico-sociale.
La Cooperazione Italiana agisce su un
duplice piano: multilaterale e bilaterale;
nel primo caso la cooperazione è
realizzata tramite la partecipazione al capitale di banche e fondi
internazionali di sviluppo, con la partecipazione della Comunità Europea o
ancora degli Organismi Internazionali, come le Nazioni Unite. Nel caso della
cooperazione bilaterale vengono stipulati accordi con i singoli paesi
interessati dall’intervento, per fornire assistenza tecnica e aiuto ai
progetti.
Purtroppo, oggi, la politica vive un
grande distacco dalla gente e dalla realtà del mondo in cui viviamo.
Dobbiamo preoccuparci di questa
indifferenza generalizzata, perché mentre il mondo politico ed i
commentatori mediatici si preoccupano di ideologismi ed alleanze varie
quanto pericolose, pochi si preoccupano di affrontare seriamente i grandi
problemi internazionali, che sono sempre più vicini.Miseria, ingiustizia,
disuguaglianza, degrado ambientale, guerre, terrorismo, migrazione,
violazione dei diritti umani:dove sono nel dibattito politico italiano?
E in quello dei media?
Non esiste, se non per strumentalizzazioni
faziose, un dibattito della politica estera italiana, del suo ruolo nel
mondo.
Il tutto spesso si riduce, a chi vede in
alcune decisioni di politica estera, discussioni sterili su chi è più
filoamericano o antiamericano, senza un confronto vero e concreto dei
problemi.
Ma è possibile che non si riesca ad aprire
un dibattito fra politici, ambasciatori ed i tanti responsabili di
associazioni , movimenti, enti locali che con tante iniziative, progetti e
conoscenza degli eventi sviluppino un confronto sul merito, sui problemi e
su una serie di soluzioni?

La solidarietà internazionale tra i popoli
deve essere alla base delle politiche nazionali ed internazionali
dell’Italia, in coerenza con gli obiettivi sanciti dalla Costituzione per la
realizzazione della Pace e della Giustizia tra i popoli.
Tanto deve essere fatto su questo fronte e
la volontà politica può dare una svolta concreta ai tanti bisogni ormai non
più lontani ma anzi sempre più vicini.
E’ di pochi mesi, la discussione sulla
Rogatoria della Pena di Morte, che ha visto il governo Italiano impegnato
come promotore alle
Nazioni Unite, della difesa del diritto alla vita , ecco questo è un esempio
di una politica concreta, seria e vicina al diritto della vita.
La politica deve affrontare con una nuova
legge,con investimenti di nuove risorse e con una rete sempre più ampia
fra pubblico e privato,la gestione di progetti mirati che diano risultati e
soluzioni certe. Spesso quando si parla di Cooperazione internazionale,
nella immaginazione collettiva si pensa alle associazioni onlus, o ancora a
quelle Non Governative che si sono sostituite se non completamente almeno in
parte al ruolo dello Stato. La politica spesso si dimentica del proprio
ruolo perché ,ormai il mondo è avvolto da una indifferenza generalizzata,
che spegne le coscienze, che non si gira alle spalle per capire cosa
succede, perché si pensa che i problemi di una parte geograficamente lontana
non ci riguardino.
Il dialogo, l’ascolto, il confronto fra
politica e mondo dell’associazionismo, è l’unica strada percorribile per il
raggiungimento di quella giustizia sociale diritto di tutti. |