Organizzazione Non Governativa "MEKLAIE-ONLUS" - Non continuare a Piangere -

Via Tommaso Campanella,6

88900 Crotone (KR) - Tel./Fax. 096224133 - C.F.91033320796

info@meklaie.org

 

POLITICA E COOPERAZIONE

Dott.ssa Maria Teresa Muraca - Architetto -

                                

La Cooperazione e la Solidarietà Internazionale sono  lo strumento attraverso cui gli Stati tentano di costruire dei rapporti basati sullo scambio reciproco, sulla cooperazione, sulla solidarietà.

Questi principi si concretizzano nel sostegno e nel finanziamento di progetti di sviluppo che vogliono migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e renderle partecipi di un cambiamento positivo; a tal proposito viene istituito dai diversi paesi un fondo per la cooperazione da utilizzare per programmi di emergenza ( in caso di guerra o calamità naturali), oppure per programmi di sviluppo che mirano a favorire la crescita economica ed il benessere sociale di un paese.

Le vie di utilizzo dei soldi da parte dell’Italia si possono raggruppare in due categorie: la via multilaterale e la via bilaterale.

 

Nel primo caso il denaro è affidato ad altri organismi internazionali per il finanziamento di progetti che seguono essi stessi ( sono la FAO, l’ UNICEF, la Comunità Europea ecc.), nel secondo  abbiamo il Fondo di Rotazione ( un sistema di credito da destinare e far gestire direttamente ai governi dei paesi) e il cosiddetto Fondo di Cooperazione destinato sia a progetti seguiti dal governo italiano, che alle Organizzazioni Non Governative.

 

La Cooperazione si sviluppa a partire dal secondo dopoguerra con la nascita delle agenzie dell’ONU ( FAO, OMS, UNICEF,etc.) volta ad aiutare i paesi colpiti dalla guerra. I principi ispiratori sono la solidarietà, l’interdipendenza, la coscienza del bene comune legato all’intera umanità e non ai singoli popoli, con un unico obiettivo aiutare i paesi più poveri e colpiti dalle guerre.

Dagli anni ‘50 agli anni ‘90, progressivamente il concetto di Cooperazione si evolve; mentre all’inizio i progetti che venivano realizzati prevedevano essenzialmente che i guadagni che ne derivavano tornassero a favore delle imprese occidentali, negli anni ’60 le società civili si fanno carico in maniera precisa del problema della cooperazione tra i paesi ed è il momento in cui anche in Italia insorge la società civile, il risveglio delle coscienze ed infatti a fronte di questa pressione, nascono le prime Organizzazioni non Governative e viene formulata una legge sulla cooperazione.

 

Negli anni ’70 si comincia a ritenere che una delle cause fondamentali del sottosviluppo sia la povertà, concepita come forma di esclusione sociale. Vengono realizzati i primi progetti rivolti agli strati più poveri della popolazione, che hanno l’obiettivo di uno sviluppo non solo economico ma anche sociale.  Negli anni

 ‘80, si cerca di far fronte ai problemi spingendo i paesi in via di sviluppo a praticare una politica di espansione e di apertura al commercio internazionale.

La cooperazione diventa uno degli strumenti di penetrazione e controllo dei mercati mondiali,  una possibilità di aggiustare non solo le economie povere del sud del mondo, ma anche le economie in crisi del Nord .Negli anni ’90, vi è una forte critica nei confronti di questi enti, la dimensione sociale si riappropria del suo ruolo in ragione dell’enunciazione da parte delle Nazioni Unite dei Millennium Development Goals, che mirano al raggiungimento di mete come l’istruzione, la riduzione della mortalità e della povertà.

La cooperazione di fine secolo si caratterizza sempre più per la quantità e qualità del mondo non governativo, infatti in questo periodo di crisi della politica le ONG diventano importanti protagoniste di un rinnovato modo di intendere la politica e gli impegni internazionali.

E’ su l’onda di questo fervore, che nascono una serie di associazioni fortemente impegnate sui temi internazionali, basti pensare al movimento di solidarietà sviluppatosi a favore delle popolazioni dell’ ex -Jugoslavia, ma ancora il contributo concreto a favore degli immigrati, tutto questo con un unico obiettivo: rafforzare le comunità locali nella convinzione che siano esse il  principale motore di sviluppo.

 

 

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo è gestita dal Ministero degli Affari Esteri. E’ una parte rilevante della politica estera del nostro paese e persegue gli obiettivi internazionali di sviluppo economico-sociale.

La Cooperazione Italiana agisce su un duplice piano: multilaterale e bilaterale;

nel primo caso la cooperazione è realizzata tramite la partecipazione al capitale di banche e fondi internazionali di sviluppo, con la partecipazione della Comunità Europea o ancora degli Organismi Internazionali, come le Nazioni Unite. Nel caso della cooperazione bilaterale vengono stipulati accordi con i singoli paesi interessati dall’intervento, per fornire assistenza tecnica e aiuto ai progetti.

Purtroppo, oggi, la politica vive un grande distacco dalla gente e dalla realtà del mondo in cui viviamo.

Dobbiamo preoccuparci di questa indifferenza generalizzata, perché mentre il mondo politico ed i commentatori mediatici si preoccupano di ideologismi ed alleanze varie quanto pericolose, pochi si preoccupano di affrontare seriamente i grandi problemi internazionali, che sono sempre più vicini.Miseria, ingiustizia, disuguaglianza, degrado ambientale, guerre, terrorismo, migrazione, violazione dei diritti umani:dove sono nel dibattito politico italiano?

E in quello dei media?

 

Non esiste, se non per strumentalizzazioni faziose, un dibattito della politica estera italiana, del suo ruolo nel mondo.

Il tutto spesso si riduce, a chi vede in alcune decisioni di politica estera, discussioni sterili su chi è più filoamericano o antiamericano, senza un confronto vero e concreto dei problemi.

Ma è possibile che non si riesca ad aprire un dibattito fra politici, ambasciatori ed i tanti responsabili di associazioni , movimenti, enti locali che con tante iniziative, progetti e conoscenza degli eventi sviluppino un confronto sul merito, sui problemi e su una serie di soluzioni?

 

La solidarietà internazionale tra i popoli deve essere alla base delle politiche nazionali ed internazionali dell’Italia, in coerenza con gli obiettivi sanciti dalla Costituzione per la realizzazione della Pace e della Giustizia tra i popoli.

Tanto deve essere fatto su questo fronte e la volontà politica può dare una svolta concreta ai tanti bisogni ormai non più lontani ma anzi sempre più vicini.

 

E’ di pochi mesi, la discussione sulla Rogatoria della Pena di Morte, che ha visto il governo Italiano impegnato come promotore alle Nazioni Unite, della difesa del diritto alla vita , ecco questo è un esempio di una politica concreta, seria e vicina al diritto della vita.

La politica deve affrontare con una nuova legge,con  investimenti di nuove risorse e con una rete sempre più ampia  fra pubblico e privato,la gestione di progetti mirati che diano risultati e soluzioni certe. Spesso quando si parla di Cooperazione internazionale, nella immaginazione collettiva si pensa alle associazioni onlus, o ancora a quelle Non Governative che si sono sostituite se non completamente almeno in parte al ruolo dello Stato. La politica spesso si dimentica del proprio ruolo perché ,ormai il mondo è avvolto da una indifferenza generalizzata, che spegne le coscienze, che non si gira alle spalle per capire cosa succede, perché si pensa che i problemi di una parte geograficamente lontana non ci riguardino.

Il dialogo, l’ascolto, il confronto fra politica e mondo dell’associazionismo, è l’unica strada percorribile per il raggiungimento di quella giustizia sociale diritto di tutti.

 
 
 
 
 
 

VAI AL BLOG....